Lettera aperta a Simone Gamberi

Lettera aperta a Simone Gamberi

Ciao “SimoneGà”,

“L’avemo fatta grossa…Un’altra volta!!!” è la prima cosa che ti ho detto quando siamo scesi dal palco! Tu non mi credi mai quando ti dico che per l’ennesimo volta saliremo e lasceremo tutti a bocca aperta! Come in questa foto:

“No non è detto!”
“E fidate!”
“T’ho detto di no!”
“Allora tu pensa a fa’ il tuo che io ti garantisco che noi da qua dietro ti facciamo saltare il cappello!!!”

(ndr. e così è stato perché io ho SEMPRE ragione)

Ma sta volta era diverso. L’Ariston prende gli anni di studio, l’esperienza, quelle 4 certezze in croce che hai e le polverizza, lasciandoti in balia di quel tornado di emozioni che si sperimenta solo quando sfiori con il dito la realizzazione dei tuoi sogni più irraggiugibili.

Fa paura, tanto. Ma noi stavamo la fianco a fianco, a farci forza a vicenda. Come da una vita del resto.

Come quando avevo il cuore in mille pezzi e tu e Simone Buzi vi siete fiondati da me per un Whisky ed una partita a biliardo.

Come tutte le volte che mi fai preoccupare come una mammina isterica perché sei matto come un cavallo.

Come ogni volta che ci siamo trovati io e te, contro tutti gli ostacoli e le delusioni!

Alcune sfide sembravano insuperabili, e lo erano col senno di poi, eppure abbiamo lavorato sodo, e poi ancora più sodo perché non era mai abbastanza. A turni abbiamo perso la speranza, ma ci siamo sempre tesi la mano quando l’altro cadeva. E non parlo solo di musica.

Insieme cell’abbiamo fatta.

E quindi adesso siamo qui, a girare spalla a spalla per le vie di Sanremo col cuore in gola, mentre i giudici dichiarano il loro entusiasmo per la nostra musica e per i meravigliosi musicisti che abbiamo messo insieme; che loro chiamano “band”, ma che noi chiamiamo FAMIGLIA.

A volte mi chiedono come mai io stia “dietro” dopo tutto il lavoro che faccio. Quello che non sanno è che noi TUTTI siamo li davanti con te e ti sosteniamo, non sanno che siamo fratelli, non sanno nulla delle nostre vite e delle persone che siamo.

Quello che non sanno è che ci muoviamo come una cosa sola, e che quando decidiamo di agire siamo INARRESTABILI.

Vedo tutta questa storia come la favola dei ragazzi di provincia che partono con una valigia piena di sogni ed alla fine, palco dopo palco, ostacolo dopo ostacolo, si prendono tutto.

E vedrai che ci sarà un lieto fine.

“No non è detto!”
“E fidate!”
“T’ho detto di no!”

Io ora sto qua, col cuore sulle mani a guardare questa foto, a pensare ai 15 anni in cui ci siamo sopportati e supportati a vicenda, e ad aspettare il verdetto di sta sera per la Finale di Sanremo Rock.

Ma la verità è che, vada come vada, non c’è niente di più importante della nostra amicizia.

È una cosa piccola, ma fa tutta la differenza del mondo.

“A ‘sto giro l’avemo fatta proprio grossa! Ci vediamo dopodomani SimoneGà”

-Vincenzo Icastico

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